Dollaro
Il 2009 è stato caratterizzato da due diversi filoni per il Dollaro USA. La moneta americana ha iniziato l’anno con un trend positivo, dato che la crisi finanziaria globale del 2008 ha costretto molte istituzioni finanziarie ad abbandonare l’idea di seguire manovre ad un certo livello di rischio ed a stoppare posizioni ribassiste che erano state prese in precedenza contro il Dollaro. Oltre questo, le crescenti preoccupazioni avevano costretto gli operatori a spostarsi verso la sicurezza offerta dalla moneta americana. Nonostante le opinioni degli operatori verso l’industria finanziaria americana il Dollaro resta tuttora l’opzione preferita quando si presenta l’esigenza di mettere al sicuro capitali rilevanti. Verso Marzo, questo scenario si è capovolto, i titoli azionari hanno iniziato ad accrescere il loro valore. Il minimo è stato in effetti toccato a marzo 2009, nel momento peggiore della crisi, proprio in quel periodo gli operatori iniziarono a vedere accenni di una ripresa economica e di conseguenza iniziarono a cercare titoli a più alto rendimento. Con il ritorno della propensione al rischio i trader sul forex hanno chiuso le posizioni sul Dollaro caratterizzate da un basso tasso d’interesse e si sono spostati verso monete con un più alto tasso di guadagno. Inoltre le notizie sul tema disoccupazione hanno convinto gli operatori che la Federal Reserve avrebbe mantenuto i tassi d’interesse sul Dollaro ai minimi storici per un periodo indefinito e le eventuali manovre atte a migliorare l’economia avrebbero condotto una svalutazione sulla moneta americana. Tutti questi fattori hanno dato come risultato il ritorno del Dollaro ai minimi storici rivalutanto perfino lo Yen che in fatto di tassi d’interesse non è molto considerato (0,1%). In sintesi, per tutto il 2009 il Dollaro si è rafforzato ma è crollato quando è iniziato a diffondersi l’ottimismo nei mercati azionari.
Euro
Nel 2008 si era indebolito dopo che molti operatori si erano convinti che l’Euro-Zone avrebbe riscontrato molti problemi per affrontare la crisi globale dato che i diversi stati membri avrebbero manovrato in maniera unilaterale per sanare le rispettive economie a scapito dei parametri fondamentali dettati dalla moneta comune. Nel 2009 invece si è verificato l’esatto contrario in quanto gli operatori hanno realizzato l’idea che la diversità intrinseca nell’Euro-Zone avrebbe limitato i danni. Il risultato è stato, un’atteggiamento positivo nei confronti della moneta europea. Le attenzioni si sono concentrate sulla BCE che avrebbe terminato le politiche espansive ed elevato i tassi d’interesse. A causa di tutti questi fattori, l’Euro ha continuato a guadagnare nei confronti del Dollaro, della Sterlina e dello Yen. Verso il quarto trimestre tuttavia, dopo le dichiarazioni del presidente della BCE Trichet riguardo i continui aumenti di debito dei paesi dell’Euro-Zone, ha portato ad un indebolimento della moneta europea verso le maggiori monete rivali nelle ultime settimane dell’anno.
Sterlina
E’ stata la moneta che ha accusato più di tutte le altre i diversi atteggiamenti da parte degli operatori. Ha avuto inizialmente una forte caduta, tanto che ha raggiunto un cambio con il Dollaro a 1,3500 e l’Euro è quasi riuscito a raggiungere uno scambio alla pari. Tutto questo è stato causato da aspettative non del tutto rosee riguardanti l’economia del Regno Unito, dato che si trovava a fronteggiare svariati problemi nel settore immobiliare, nell’industria manifatturiera e anche con l’insolvenza delle banche. Ma gli indicatori economici hanno continuato a contraddire le aspettative degli analisti e nonostante il declino economico nel secondo trimestre del 2009 si è iniziata a vedere una ripresa economica con conseguente speranza nella fine della crisi. La sterlina ha iniziato una ripresa decisa, nel cambio con il Dollaro ha guadagnato oltre il 25%. Questi aumenti hanno avuto vita corta in quanto la BOE ha ignorato i dati finanziari tralasciando le sue politiche monetarie invadendo i vari mercati di sterline. Le affermazioni della Banca Centrale erano mirate a puntualizzare che la ripresa economica era stata solo frutto delle loro manovre e bloccarle sarebbe significato lasciare il paese in una posizione di vulnerabilità con il rischio di un’altro tracollo. Nella secondo semestre la Sterlina si è stabilizzata con andamenti legati prettamente alle dichiarazioni della BOE.
Yen giapponese
Per tutto il 2009 si è mostrata una moneta molto volatile, tuttavia è stata la moneta che si è comportata meglio mantenendo la sua forza per tutto l’arco dell’anno ed ha beneficiato del suo stato di moneta di rifugio. Nel confronto con il Dollaro ha fatto registrare il suo minimo degli ultimi 14 anni toccando livello 84,30. Tutti si aspettavano un’intervento della Banca Giapponese ma tutto questo non è avvenuto. La forza dello Yen si è mostrata anche in momenti in cui i parametri fondamentali dell’economia giapponese non avevano nessun segno di ripresa, le vendite al dettaglio in continiuo calo, con la deflazione a lungo termine in continuo cammino e con i corsi azionari in calo. Una delle possibili cause di questa forza è stata dettata dal fatto che esportatori ed investitori hanno fatto rientrare in patria molti capitali investendoli nella valuta nazionale.




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