Il mercato Foreign Exchange ( denominato anche Forex o FX) avviene nel momento in cui una valuta viene scambiata con un’altra.
Può essere considerato di gran lunga il mercato più esteso nel mondo, e include gli scambi tra grandi banche, speculatori valutari, multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed istituzioni.
Il giro d’affari medio giornaliero in Forex e nei relativi mercati si aggira intorno ai 3 miliardi di miliardi di Dollari americani.
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Euro in rialzo contro dollaro in apertura di settimana

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A distanza di poche ore dall’ apertura delle piazze finanziarie europee, l’ euro viene scambiato a 1,5870 contro il dollaro, registrando un rialzo sia rispetto alle ultime valutazioni della BCE (1,5780), che a quanto prospettato nella serata di venerdì 18 a Wall Street (1,5810). Rialzo anche nei confronti dello Yen: l’euro vale 164,35 yen, nonostante i 164 indicati dalle prospettive della Banca Centrale. Il dollaro invece è in leggera perdita rispetto alla moneta giapponese: il rapporto dollaro/yen è infatti di 103,55, inferiore al 103,80 dell’ ultima chiusura di New York. Se la nostra moneta si apprezza rispetto al dollaro, ciò è dovuto certo alle aspettative degli analisti riguardo le azioni che le rispettive Banche Centrali si apprestano a fare. La BCE non dovrebbe intervenire sui tassi, ma continuare la propria politica monetaria, al fine di conservare una certa stabilità. L’ Europa tende a dare priorità al contenimento dell’ inflazione piuttosto che alla crescita economica. La Federal Riserve, dal canto suo, è intenzionata a proseguire nell’ uso di strategie monetarie che sostengano lo sviluppo. Secondo il Bord, per accelerare la ripresa economica degli Stati Uniti, bisognerebbe tagliare ancora i tassi d’ interesse. Si può prevedere quindi che nel prossimo meeting del Federal Open Market Committee, il 30 Aprile, questi saranno portati dal 2,25% al 2%. Oggi non assistiamo ad eventi macroeconomici di grande importanza.

Borse europee in rialzo sulla scia di Wall Street

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Il Mercato Europeo mette a segno un forte rialzo dopo il progressivo balzo segnato da Wall Street e dei Mercati Asiatici.

A Milano il Mibtel ha guadagnato 2,7 per cento e il s&p/Mib ha raggiunto un progresso di circa 3,4 per cento. Una crescita, quella del Mibtel, sicuramente inferiore rispetto a quelle registrate in Europa. L’indice S&P/Mib è partito in ritardo dal momento che i pesi dei titoli nell’indice saranno aggiornati oggi.

Baciati da un progresso Parigi e Francoforte che hanno segnato un guadagno di oltre il 3 per cento, un forte rialzo anche per le quotazioni dei titoli delle Banche: Unicredit + 5 per cento, Mps + 4 per cento e il Banco Popolare + 6,4 per cento. Segnano un progresso anche le Seat, le Telecom Italia (+ 4,78 per cento).

Sospese al rialzo, invece, le Alitalia, dopo che il candidato premier Silvio Berlusconi ha annunciato una passibile offerta Italiana e che AirFrance-Klm ha ammesso di voler continuare a trattare.

Dollaro in diffuso lieve recupero, a 1,5715 contro euro

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(Il Sole 24 Ore ) - Milano, 19 mar - L’attivita’ e’ modesta sui mercati, con buona parte degli investitori che sta tirando i remi in barca in vista del lungo week end pasquale. C’e’ in sostanza poca volonta’ a modificare le posizioni attualmente contro il dollaro perche’ c’e’ la convinzione di molti analisti che la Fed abbia in carniere altri tagli dei tassi di interesse, probabilmente mezzo punto percentuale entro giugno. Inoltre il quadro macro d’Oltreoceano resta ancora negativo e, con tutta probabilita’, non cambiera’ tono tanto presto. La prima parte della seduta ha trovato la conferma della correzione tecnica delle valute difensive iniziata nella vigilia. Da segnalare anche l’ennesimo nuovo massimo registrato stamani dallo yuan (7,0630 per un dollaro contro 7,0815 di ieri), forte dell’aumento del tasso di riserva obbligatoria deciso dalla Banca popolare cinese. Man-

Meglio investire in materie prime o sul Forex?

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A cura di Boris Secciani (http://www.toptrader-mag.com

Cosa aspettarsi dal mercato delle commodities? Nel corso degli ultimi mesi abbiamo visto come i fondamentali della maggior parte delle materie prime siano improntati a un rialzo secolare. Ciò non toglie che investire su questi mercati non sia per niente facile, non lo era neppure sull’azionario in tempi di bull market, figurarsi su un asset class comunque molto più volatile. Infatti tutte le forme di approccio alle commodities hanno i loro problemi.

L’investimento azionario presenta un sostanziale rischio di mercato: le azioni delle aziende delle risorse di base hanno presentato un alpha molto elevato negli ultimi anni, ma anche una forte correlazione al mercato azionario. Inutile sottolineare come visti i tempi le prospettive non siano un granché, anche se il comparto dei materiali di base è rimasto l’unico con una forte attività di M&A. L’investimento in futures è una prospettiva ancora più difficile, vista la leva associata a questi strumenti, e alla questione del rischio di incassare roll yield negativi, in grado di divorare gran parte dei profitti ottenuti. (continua…)

Yen in flessione, euro consolida rialzo su dollaro

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FTA Online News
Yen in discesa nei confronti delle principali valute. La divisa nipponica si indebolisce nei confronti di quella europea, il cambio euro/yen sale a 155,10, in netto rialzo rispetto ai valori di metà mattinata (153,90). La valuta statunitense recupera terreno nei confronti di quella giapponese, il cambio dollaro/yen sale a 98,30, in rialzo rispetto ai valori di stamani (97,35). La moneta unica consolida il rialzo messo a segno nei confronti del biglietto verde, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,5785, tuttavia al di sotto dei valori rilevati intorno alle 11 (1,5810). Le vendite sullo yen sono piovute in corrispondenza del recupero messo a segno dai principali listini azionari: a riportare la fiducia tra gli investitori sono state le trimestrali delle banche d’affari Goldman Sachs e Lehman Brothers risultate entrambe migliori delle previsioni degli analisti. In attesa della decisione della Federal reserve sui tassi di interesse (alcuni ipotizzano che il taglio possa addirittura essere di un punto percentuale secco) l’euro resta forte nei confronti del dollaro, fiaccato anche dai nuovi deludenti dati sul settore immobiliare diffusi nel pomeriggio e da quelli sui prezzi al consumo che hanno mostrato una crescita superiore al consensus per la versione ‘core’. (MC)

Dollaro risale da minimo 13 anni su yen ma resta debole

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TOKYO (Reuters) - Negli scambi finali sulla piazza asiatica il biglietto verde evidenzia una lieve risalita dai minimi degli ultimi 13 anni su yen e di tutti i tempi su euro, restando comunque fortemente vulnerabile.

A monte del deprezzamento del dollaro stanno i persistenti timori sulla solidità finanziaria degli istituti di credito Usa dopo la decisione a sorpresa con cui Federal Reserve ha varato ieri un taglio del tasso di sconto a un solo giorno dal Fomc. Con un provvedimento adottato soltanto ai tempi della grande depressione del 1929, l’istituto centrale Usa ha inoltre messo a disposizione delle banche commerciali lo sportello di sconto.

“Il mercato è ancora nervoso per le condizioni del sistema finanziario Usa e si sta ancora interrogando su quali banche siano solide e quali no… in un clima del genere il dollaro resterà debole” commenta Shuici Kanehira di Mizuho Corporate Bank.

Poco prima delle 8 italiane euro/dollaro a 1,5776/78 da 1,5727 della chiusura Usa di ieri, dollaro/yen a 97,30/31 da 97,23 ed euro/yen a 153,44/48 da 153,04.
Fonte www.reuters.it

Forex

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Il mercato Foreign Exchange ( denominato anche Forex o FX) avviene nel momento in cui una valuta viene scambiata con un’altra.
Può essere considerato di gran lunga il mercato più esteso nel mondo, e include gli scambi tra grandi banche, banche centrali, speculatori valutari, aziende multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed istituzioni.
Il giro d’affari medio giornaliero in Forex e nei relativi mercati si aggira intorno ai 3 miliardi di miliardi di Dollari americani.

Dimensione e Liquidità del mercato

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L’unicità di Forex è data da:

- Volume dei suoi scambi;
- L’estrema liquidità del mercato;
- Un gran numero, e la varietà di commercianti presenti nel mercato;
- La sua localizzazione geografica;
- La sua durata di scambio: 24 ore al giorno ( ad eccezione dei fine settimana);
- La varietà dei fattori che influenzano i tassi di cambio;
- I bassi margini di profitto paragonati ad altri mercati aventi reddito fisso (i profitti possono essere elevati grazie a volumi di scambio molto grandi)

Proprio per questo, Forex è stato definito come il mercato più vicino all’ideale di perfetta concorrenza. Secondo il BIS, un fatturato medio giornaliero nei mercati di scambio straniero è pari a 3.21 miliardi di miliardi di Dollari Americani. Le medie giornaliere di Aprile per molti anni, calcolate in miliardi di Dollari americani, vengono rappresentate nello schema sottostante:

Questi 3.21 miliardi di miliardi del giro d’affari “tradizionale” crollarono come segue:
- 1,005 miliardi di dollari nelle transazioni spot;
- 362 miliardi di dollari nei contratti a termine istantanei (forward);
- 1,714 miliardi di dollari negli scambi forex;
- 129 miliardi di dollari in disavanzi commerciali
In aggiunta al giro d’affari “tradizionale”, 2.1 miliardi di miliardi di dollari furono scambiati in derivate.

I primi contratti futuri (futures contracts) scambiati con forex furono introdotti nel 1972 allo Scambio Mercantile di Chicago e sono tuttora attivamente scambiati con la maggiorparte dei contratti futuri.
Il volume dei futures di Forex ha avuto una crescita rapida durante gli ultimi anni, ed ammonta al ben 7% del volume totale del mercato di scambio straniero, secondo il Wall Street Journal Europe.
Le transazioni medie mondiali giornaliere di questo giro d’affari nel mercato tradizionale di scambio straniero ammontano a 2.7 miliardi di miliardi di Dollari in Aprile 2006 secondo quanto riportato dalle valutazioni IFSL basate su dati a metà anno della Giunta di Foreign Exchange di Londra, Tokyo e Singapore.
Il complessivo giro d’affari, che include le derivate ed i prodotti dello scambio straniero non tradizionali, ha fatto arrivare la media ai 2.9 miliardi di miliardi di Dollari al giorno.

Questo fu più di 10 volte la dimensione di un combinato giro d’affari giornaliero nel bilancio di tutti i mercati mondiali.
Foreign Exchange Trading aumentò del 38% tra Aprile 2005 e Aprile 2006 e dal 2001 raddoppiò la sua percentuale.
Questo fu dovuto principalmente alla crescente importanza dello scambio straniero visto come un valore azionario e un incremento nei fondi di gestione azionaria, in particolar modo dei fondi hedge e dei fondi pensione. La diversa selezione dei luoghi di esecuzione come le piattaforme internet trading ha reso molto più facile per i commercianti al dettaglio lo scambio nel foreign exchange market.
Per il motivo per cui il foreign exchange è un mercato OTC dove agenti di borsa e rivenditori negoziano direttamente con un altro agente o rivenditore, non esiste uno scambio centrale o stanza di compensazione.

Il centro trading più grande è l’Inghilterra, principalmente Londra, che secondo le valutazioni IFSL ha incrementato le sue azioni dopo aver partecipato al giro d’affari mondiale nelle transazioni tradizionali partendo dal 31.3% in Aprile 2004 al 32.4% in Aprile 2006.
I 10 traders più attivi costituiscono circa il 73% del volume trading, secondo il Wall Street Journal Europe.
Queste grandi banche internazionali forniscono continuamente il mercato sia di prezzi bid (acquisto) che di ask (vendita). Il bid/ask spread è la differenza tra il prezzo al quale una banca o un market maker venderà (ask o offer) e il prezzo che quest’ultimo sarà disposto a comprare (in questo caso bid) da un cliente grossista.

Questo spread è minimo per le coppie di valute scambiate di frequente, di solito a 0-3 pips.
Per esempio, la relazione bid/ask tra Euro/Dollari americani sarebbe di 1.2200/1.2203 per i cambisti. Solitamente, la dimensione minima di trading per la maggiorparte delle transazioni è di 100,000 unità di valuta, quindi una somma considerevole.
Il discorso cambia quando gli spreads non si applicano ai clienti al dettaglio delle banche, che in genere rincarano spesso il rapporto a 1.2100/1.2300 per i trasferimenti, o a 1.2000/1.2400 per le banconote o traveler’s checks.
I prezzi spot possono anche variare, ma tra Euro/Dollaro Americano non superano di solito più dei 3 pips ( cioè 0.0003). La concorrenza è incrementata con grandi transazioni, e attraverso il ridursi degli spreads nelle valute maggiori con un minimo che va da 1 a 2 pips.

Figure nel Mercato

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Il mercato Forex, a differenza del mercato azionario dove tutti i partecipanti hanno accesso allo stesso prezzo, si divide in livelli di accesso.
In cima si ha il mercato interbancario, che è costituito dalle più grandi imprese bancarie di investimento. All’interno del sistema interbancario si hanno gli spreads, che sono la differenza tra i prezzi bid e ask, a volte non sono accessibili e sono prezzi volubili, improvvisi e sconosciuti a tutti i partecipanti che sono al di fuori del sistema interno.
Scendendo dai livelli di accesso, la differenza tra i prezzi bid e ask vanno da 0-1 pip ai 1-2 pips relativi ad alcune valute come l’EURO. Tutto questo è dovuto al volume.
Se un trader può garantire un numero elevato di transazioni per grandi somme, essi possono chiedere una piccola differenza tra il prezzo bid e ask, che viene definito come un better spread.
I livelli di accesso che compongono il mercato Forex sono determinati dalla dimensione della “linea” ( ovvero la somma di denaro con la quale si sta commerciando). Il grado del mercato interbancario che si trova alla vetta di classificazione ammonta al 53% di tutte le transazioni.
Seguono poi le piccole banche di investimento, seguite a loro volta da imprese multi nazionali  (che necessitano del rischio hedge e di pagare i loro impiegati in paesi differenti), poi grandi fondi hedge, e persino alcuni dei commercianti al dettaglio del mercato forex.
Secondo Galati e Melvin, “ i fondi di pensione, le aziende di assicurazione, i fondi comuni di investimento, e altri investitori istituzionali hanno giocato in generale un ruolo molto importante nei mercati finanziari, e in particolare nei mercati Forex, dai primi anni del 2000”.
Per finire, aggiunse, “ i fondi hedge sono cresciuti considerevolmente verso il 2001 e 2004 in termini di dimensione numerica e complessiva”. Le Banche Centrali partecipano al mercato forex per i loro bisogni economici.

 

Le Banche

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Il mercato interbancario fornisce ogni giorno sia la maggiorparte del giro d’affari commerciale sia grandi somme di trading speculativo. Una grande banca commercia miliardi di dollari al giorno. Alcuni di questi trading vengono portati avanti un po’ dai clienti, e per la maggiorparte vengono condotti dai proprietari degli sportelli, commerciando la somma propria della banca.
Dapprima, gli agenti di scambio fecero grandi somme di denaro, facilitando il commercio interbancario e abbinando anonimi omologhi con delle piccole tasse.
Invece, oggi, la maggiorparte di questo business è diventato più efficiente e se ne è saputo qualcosa nelle sale trading, ma il giro d’affari è notamente più piccolo rispetto a pochi anni fa.

 

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