Continua la corsa in ripresa nei confronti della maggior parte delle principali monete internazionali da parte del banconota verde: ha avuto un aumento di 300 pips in confronto alla moneta europea pur continuando ad indebolirsi nei confronti dello Yen rimanendo ancora al di sotto dei 100.
Reputiamo che entro fine anno assisteremo ad un nuovo indebolimento che porterà il dollaro nei confronti dell’euro a valori attorno a 1,30/1,40 in quanto il livello massimo è stato raggiunto.
Cerchiamo di capire da cosa è stato determinato e quali saranno i suoi movimenti futuri.
Le notizie della scorsa settimana hanno dato l’economia americana come ancora in ripresa, il settore immobiliare è la principale causa della recessione ma i livelli indicati prima della crisi sono di gran lunga molto lontani.
Da non sottovalutare anche lo status dei lavoratori in continuo deterioramento con le richieste di disoccupazione che aumentano di settimana in settimana.
Risulteranno invece interessanti i dati che saranno comunicati la prossima settimana: lunedì sarà comunicato il dato riguardante l’ISM manufatturiero e quello riguardante la spesa per le costruzioni, questo influirà sull’andamento del mercato immobiliare.
Martedì verranno comunicati i dati di settembre riguardanti gli ordinativi dell’industria e sui beni durevoli, entrambi dovrebbero sancire dati al di sotto delle previsioni degli economisti.
Mercoledì toccherà al regno Unito che comunicherà i dati concernenti la produzione industriale e manufatturiera relativi al mese di settembre, inoltre saranno comunicati i dati delle vendite al dettaglio in Europa.
Sempre mercoledì, sarà la volta del Giappone con la comunicazione del suo leading indicators, dando così una stima attendibile dell’andamento del mercato nel prossimo semestre.
Per ultima ma non meno importante, sempre mercoledì, ci sarà l’incontro della Banca Centrale Europea, dove varrà deciso se effettuare un taglio ai tassi d’interesse dello 0,50% ma non è da escludere un’eventuale taglio dello 0,25% scaturito dall’estrema attenzione che la BCE focalizza sull’inflazione.




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