Il mercato Foreign Exchange ( denominato anche Forex o FX) avviene nel momento in cui una valuta viene scambiata con un’altra.
Può essere considerato di gran lunga il mercato più esteso nel mondo, e include gli scambi tra grandi banche, speculatori valutari, multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed istituzioni.
Il giro d’affari medio giornaliero in Forex e nei relativi mercati si aggira intorno ai 3 miliardi di miliardi di Dollari americani.
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Euro recupera sul dollaro, indebolito dall’ avversione al rischio

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MILANO-In chiusura di piazza la moneta unica è in rialzo rispetto al dollaro. La moneta statunitense, infatti, si è vista svantaggiare soprattutto dalla crescente avversione al rischio. L’ euro, dopo la difficile situazione di ieri, ha recuperato terreno nei confronti del biglietto verde, grazie sia alla conferma da parte del banchiere centrale europeo del livello attuale dei tassi d’ interesse, sia all’ attenzione rigorosa ai rischi di inflazione. L’euro vale 1,5447 dollari (1,5399 ieri
e 1,5458 la Bce).

In apertura europea dollaro in ribasso: causa greggio e borse

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LONDRA-Dai primi scambi sulla piazza inglese il dollaro sembra essere in discesa rispetto alle altre principali valute. Il ribasso del biglietto verde può essere ricondotto alla situazione delle borse asiatiche che accende l’ attenzione al rischio e comporta la chiusra di posizioni in dollari. Il greggio ha visto nuovi record, con contratti USA che hanno quasi raggiunto i 125 dollari, con conseguente aumento di pressione sulla moneta statunitense. Per quanto riguarda l’ euro, invece, la Banca Centrale ieri ha posto in primissimo piano i rischi sull’ inflazione più che quelli sulla crescita, sebbene si siano registrati ultimamente rilevanti segnali di rallentemento.

Dopo i commenti FED il dollaro recupera in Asia

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Dopo la chiusura della piazza asiatica il dollaro è in recupero rispetto alle altre valute, soprattutto grazie alle dichiarazioni della Banca Centrale statunitense, secondo cui sarebbe finito il ciclo di aggressivi tagli dei tassi. Il presidente della Federal Reserve, Thomas Hoening, ha dichiarato anzi che bisognerà aumentarli, poichè Fed continua a vedere pericolo di inflazione. Si pensa che ormai i tassi statunitensi abbiano toccato il culmine della discesa, essendo al 2% la scorsa settimana, e questa visione negli ultimi due mesi ha portato il dollaro a valori record nei confronti delle principali sei valute. Al contrario, i pessimi dati macroeconomici europei fanno prevedere un taglio dei tassi Uem. Alle 7,50 circa euro/dollaro a 1,5492/95 da 1,5529 della chiusura precedente, dollaro/yen a 104,83/87 da 104,74 ed euro/yen a 162,40/42 da 162,67.

Il dollaro perde quota nei mercati asiatici

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Nella piazza finanziaria asiatica il dollaro viene penalizzato dalle cattive prospettive sull` economia statunitense. Le monete ad elevato rendimento, invece, come il dollaro australiano e quello neozelandese, sono sostenute dall` ottimo andamento del petrolio e delle altre materie prime. L` euro viene mantenuto dalle dichiarazioni del banchiere centrale sui rischi sull` inflazione, che a parer suo sarebbero maggiori di quelli sulla crescita. La piazza giapponese resta invece ferma, con relativa forte diminuzione del volume di attivita`. Secondo Callum Handerson di Standard Charted Bank: “Il dollaro sta tornando sotto pressione, il rischio sembrerebbe stabile, e gli investitori sono pronti ad utilizzare la loro dose di liquidita` sfruttando il differenziale di rendimento.” Alle 7, 50 la situazione era questa: euro/dollaro a 1,5515/18, dollaro/yen a 104,84/86, euro/yen a 162,68/72.

Euro: rialzo sul dollaro a 1,5474

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- Milano, 05 mag - Il dollaro vale 1,9775 sterline (rispetto ai 1,9765 di venerdi’ sera) e 105,19 yen (rispetto ai 105,23). Oggi i mercati asiatici sono chiusi per festivita’, di tal che lo yen si trova particolarmente in ribasso. Il dollaro nella scorsa settimana ha raggiunto un limite minimo di 1,60 euro, recuperando terreno solo nel week end. Così la Fed ha ridotto ancora una volta il costo del denaro di 25 punti base portandolo al 2%, e ora si pensa che per i prossimi mesi rimarrà quasi del tutto ferma. Tuttavia altri, come la Standard Chartered, pensano che la Fed tagliera’ ancora i tassi di 25 punti base in entrambi i prossimi due vertici del Fomc, approfittando della diminuzione di inflazione registrata. Perciò è piuttosto prevedibile che il dollaro non si rafforzerà sull’euro nel prossimo periodo. Probabilmente invece avrà un andamento orizzontale nella banda di valutazione attuale. cop

Dollaro stabile su massimi da 2 mesi, attesa per dati macro

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Milano, 02 mag - Il dollaro consolida quindi le posizioni conquistate ieri, quando aveva guadagnato terreno sulla scia dell’attesa per una pausa nel ciclo ribassista della Fed sui tassi di interesse. Mercoledi’ il Fomc ha tagliato il tasso di riferimento e quello di sconto di 25 punti base, rispettivamente al 2% e al 2,25%. A questo punto molti osservatori prevedono che la Fed interrompera’ il processo di abbassamento del livello dei tassi, confortata anche da indicatori macroeconomici che hanno rassicurato gli animi sulle condizioni dell’economia statunitense. Il dollaro ha cosi’ beneficiato del trasferimento di capitali dal mercato delle materie prime, dove sia l’oro che il petrolio hanno perso terreno. Per contro, il ritorno di una certa avversione al rischio ha penalizzato lo yen, nuovamente bersaglio delle operazioni di ‘carry trade’.